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	<description>Blog di Nico Tanzi su televisione, radio, internet e altre storie</description>
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		<title>Everything is a Remix</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 15:52:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scenario dei media elettronici, da anni in ebollizione, sta per essere sconvolto da un terremoto. Il sismografo più attendibile è You Tube, il noto sito di “video-sharing” (ovvero: condivisione di contenuti video). Qualche settimana fa, You Tube ha annunciato la nascita di un vero e proprio colosso televisivo: si parla di un centinaio di canali, ricevibili attraverso internet e dedicati alle nicchie di mercato più promettenti – dalla pop music alla salute, dalla fiction al wellness, dallo sport alla casa. Le grandi tv (negli USA in primis, ma non solo) si trovano davanti un grattacapo serio; e anche per le piccole la minaccia si fa sentire. Una minaccia che si chiama “frammentazione del pubblico”, e che in realtà già da qualche anno (con il consumo che si divide su un’infinità di reti e di vettori diversi, telefonini compresi) si è fatta drammaticamente concreta. Ma è lo scenario complessivo, dicevamo, ad essere continuamente rivoluzionato. Un esempio lo racconta Patrick Soergel in un servizio in onda domenica 4 dicembre a Cult TV (LA 1, alle 22.00), che parte dal numero sempre crescente di videomaker indipendenti che scelgono di pubblicare le loro opere esclusivamente in internet. In siti come Youtube e Vimeo ogni giorno appaiono migliaia di filmati, e alcuni di essi ottengono un successo tale da diventare piccoli fenomeni di culto della rete. È il caso della mini-serie &#8220;Everything is a Remix&#8221;, del regista newyorchese Kirby Ferguson, che finora ha avuto oltre un milione e mezzo di spettatori. Tutto ciò che viene creato dall&#8217;uomo è un remix di quanto è stato realizzato in precedenza – sostiene Ferguson: che scava nei fenomeni culturali di massa, dalle canzoni dei Led Zeppelin a Guerre Stellari, per riportarne alla luce le radici.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/461/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=461&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Prospettiva Facebook</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 11:25:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi giorni la RSI si affaccia nei social network con una pagina su Facebook e altre iniziative collaterali. Non è una gran novità: su Fb ormai ci vanno tutti, anche la vecchia zia. Perché così tardi, allora? Per la solita flemma del servizio pubblico, sempre un po’ lento a reagire? Il servizio pubblico c’entra, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=454&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/09/facebook-enemies1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-455" title="facebook-enemies1" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/09/facebook-enemies1.jpg?w=380&#038;h=219" alt="" width="380" height="219" /></a>In questi giorni la RSI si affaccia nei social network con una <a title="rsi" href="http://www.facebook.com/#!/radiotelevisionesvizzera">pagina </a>su Facebook e altre iniziative collaterali. Non è una gran novità: su Fb ormai ci vanno tutti, anche la vecchia zia. Perché così tardi, allora? Per la solita flemma del servizio pubblico, sempre un po’ lento a reagire? Il servizio pubblico c’entra, ma i motivi sono altri. L’euforia collettiva che circonda i social network tende a nasconderne gli aspetti meno esaltanti e più problematici. Due, fra mille altre, le principali obiezioni di fondo. La prima è legata al rischio, che domina gran parte del web 2.0, di “negare la natura biologica della persona” per privilegiare una concezione dell’uomo visto come “una sorta di macchina astratta fatta di immortale informazione, e non più come una creatura incasinata, corporea e mortale”. È il punto di vista (tratto dal libro “Tu non sei un gadget”, Mondadori), di Jaron Lanier, pioniere della realtà virtuale già negli anni ’80 e oggi fortemente critico verso la cultura dominante in rete. La seconda obiezione ha a che vedere con la metamorfosi del “vecchio” web, centro nevralgico della libertà digitale, in un territorio chiuso in cui le regole non sono più condivise bensì stabilite da colossi come Facebook, che impedisce l’uso dei dati al di fuori della sua piattaforma, e Apple, che guida il passaggio da un web ad accesso libero verso il dominio delle applicazioni chiuse – le cosiddette “app”. Come individui possiamo entrare in Facebook tutto sommato a cuor leggero. Magari tenendo presente che la comodità di restare in contatto con gli amici qualcosa ci costa, in termini di privacy e libertà personale. Ma una radiotelevisione di servizio pubblico ha il dovere di pensarci su due volte: anche per utilizzare nel modo migliore i vantaggi e le possibilità – innegabili e di enorme potenziale – che i social network offrono.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/454/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=454&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Facebook e la tv</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 14:10:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/05/facebook-tv-show.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-450" title="facebook-tv-show" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/05/facebook-tv-show.jpg?w=380&#038;h=285" alt="" width="380" height="285" /></a>Dici Facebook, e ti sembra di parlare di una roba un po’ così. Qualcosa di frivolo, divertente. Niente di serio. Ma è un’impressione sbagliata. Abbiamo passato gli ultimi anni immaginando internet come un posto dove, il più delle volte, si entra attraverso un motore di ricerca, Google. Inserisci una parola chiave, e lui in un baleno ti propone le pagine che potrebbero interessarti. E di solito ci azzecca. Da qualche tempo però i motori di ricerca non sono più i siti più “cliccati”. Sono stati soppiantati dai <em>social networks</em>. Da Facebook, insomma: il social network più famoso e potente. Oltre mezzo miliardo di utenti, metà dei quali su “faccia-libro” ci vanno tutti i giorni, e per quasi un’ora al giorno in media. Un “consumo” paragonabile a quello del più antico degli oggetti di intrattenimento elettronico, la televisione. E la televisione, non a caso, comincia ad accusare il colpo. Le reti tv fanno sempre più fatica a conquistare pubblico “under 50”. Anche perché chi  trascorre la giornata “connesso”, davanti al computer o con uno <em>smartphone</em>, non ha bisogno del tg della sera per conoscere le ultime notizie.<br />
Per le emittenti di servizio pubblico, in prospettiva, si pone un problema sostanziale. Abbandonare il pubblico giovane, fagocitato da offerte più “allettanti” per mezzi (reti commeciali) o per modernità (l’universo multimediale). Oppure inseguirlo là dove si trova: in rete e sulle piattaforme multimediali. Il paese che ha inventato la migliore tv del mondo, la BBC, ha scelto quest’ultima strada. Nel 2010 i legislatori britannici, con tempismo e lungimiranza, hanno approvato il D<em>igital Economy Act</em>, che impone (non consente: <em>impone</em>) alle emittenti pubbliche di essere presenti con la loro offerta su tutti i network elettronici. Un modello da tenere d’occhio.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/449/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/449/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/449/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/449/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/449/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/449/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/449/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/449/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/449/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/449/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/449/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/449/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/449/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/449/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=449&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un lontano ricordo d&#8217;agosto per il compleanno di Giorgio Orelli</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 14:17:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/05/giorgio_orelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-444" title="Giorgio_Orelli" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/05/giorgio_orelli.jpg?w=380" alt=""   /></a>In un lontano pomeriggio d’agosto incontrai Giorgio Orelli nel <em>buen retiro</em> di Prato Leventina. Gli avevo telefonato proponendogli un’intervista, e alla mia insistenza per vederci subito senza attendere, come avrebbe preferito, la fine dell’estate, non mi era sembrato particolarmente entusiasta. Una riluttanza di cui mi svelò la ragione alla fine della chiacchierata, seduti sotto un portico non abbastanza ombreggiato da attenuare l’insopportabile calura. L’aveva un po’ infastidito il sospetto che l’obiettivo del giornale per cui lavoravo fosse quello di raccogliere materiali per un “coccodrillo” – l’articolo-necrologio da preparare in anticipo e tenere pronto.<br />
Non era così, naturalmente. Quell’intervista però non volli pubblicarla. Forse  per l’imbarazzo che avevo provato in quel momento; o forse perché non sarei mai riuscito a rendere, neanche in minima parte, la grazia con cui ai discorsi sul “banale” quotidiano Orelli intrecciava il “suo” Dante, il Petrarca, Leopardi: i poeti cui ha dedicato esegesi e commenti memorabili. In passato avevo avuto la fortuna di ascoltarlo per delle ore, affascinato dalla capacità evocativa del suo eloquio, quando capitava di incontrarci da Casagrande, a Bellinzona.<br />
Sono passati due decenni, da quel pomeriggio. Lo ricordo in questi giorni, con particolare piacere, perché il 25 maggio Giorgio Orelli, il più grande letterato svizzero di lingua italiana, compie novant’anni. Un compleanno che la RSI celebra con un ricco dossier online curato da Mattia Cavadini (<a href="http://www.rsi.ch/giorgioorelli">www.rsi.ch/giorgioorelli</a>) e un doppio appuntamento: lo speciale di “Laser” (Rete Due, 23-24 maggio) realizzato da Dubravko Pusek, e l’omaggio televisivo (di Mattia Cavadini e Maurizio Chiaruttini, prodotto da Enrico Lombardi), che vedrà protagonista il poeta a colloquio con Maurizio Canetta. Su LA 2, martedì 24 maggio alle 22.55.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/443/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=443&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ora della decrescita</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 15:13:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/05/latouche_disegno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-441" title="latouche_disegno" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/05/latouche_disegno.jpg?w=380" alt=""   /></a>Strano destino, quello delle tematiche ambientali. Da un lato i titoloni sui giornali e gli allarmi preoccupati in radio e in tv – per non dir dell’internet – praticamente tutti i giorni. Dall’altro una sostanziale, annoiata indifferenza: parli di surriscaldamento del pianeta, di gas a effetto serra, di crescita (in)sostenibile, e già immagini gli sbadigli, le spallucce, i commenti rassegnati: “eh, cosa vuoi farci”. Ci vogliono le Fukushima (e ieri le Chernobyl, le Three Miles Island) perché qualche domanda in più venga la voglia di farsela. Ma con comodo, senza fretta.<br />
E invece la fretta c’è, eccome. L’urgenza di porsi le domande giuste, pure. Lo fa Rete Due in questi giorni, dedicando ampi spazi a un tema – i limiti e i pericoli dello sviluppo economico – decisivo per il futuro. Non un futuro indefinito e lontano: il nostro, quello dei nostri figli. Quanto potrà resistere, il pianeta terra, allo sfruttamento continuo delle sue risorse? L’economia tradizionale non ha mai affrontato davvero il dilemma. Eppure già mezzo secolo fa, ai tempi del Club di Roma, una minoranza di analisti ammoniva: attenzione, la crescita continua porta all’impasse, alla distruzione ambientale. Meglio fermarsi, riflettere, cambiare abitudini; e magari anche modelli di sviluppo.<br />
Su questi temi Rete Due coinvolge direttamente il pubblico giovedì 19 maggio alle 18, negli studi di Lugano Besso, in un dibattito, moderato da Roberto Antonini, con gli economisti Gianfranco Fabi e Sergio Rossi, e con Maurizio Pallante, principale esponente in Italia della “decrescita felice”. “Laser” resta in argomento: il 19 maggio (alle 9) con Serge Latouche (foto), principale teorico della decrescita, e il 20 con un reportage su tentativi concreti di produrre, consumare e sprecare meno.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/436/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=436&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un sommesso ringraziamento</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 12:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicotanzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nando Pescia]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi dieci anni e oltre, ogni volta che ho dovuto risolvere un problema di carattere tecnico, mi sono ritrovato senza neanche pensarci a prendere il telefono e comporre l’interno 5558. Che si trattasse di una semplice questione di connessioni, o della proiezione di un film in alta definizione, ero sicuro che il collega all’altro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=434&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi dieci anni e oltre, ogni volta che ho dovuto risolvere un problema di carattere tecnico, mi sono ritrovato senza neanche pensarci a prendere il telefono e comporre l’interno 5558. Che si trattasse di una semplice questione di connessioni, o della proiezione di un film in alta definizione, ero sicuro che il collega all’altro capo del filo lo avrebbe risolto senza batter ciglio, in quattr’e quattr’otto. Magari dopo avermi spiegato con invidiabile semplicità, fra un aneddoto e una battuta, come funziona questo o quel marchingegno, o perché è meglio usare un sistema piuttosto che un altro. Qualche giorno fa ho chiamato ancora una volta quel numero. Ma non c’è stata risposta. Ho scoperto così che per Nando Pescia, dopo quarant’anni e oltre di televisione, era arrivato il momento, come si dice, della quiescenza. Ci sono rimasto male. Non tanto perché non l’avevo neanche ringraziato per tutte le volte che mi ha levato le castagne dal fuoco (questo spero di riuscire a farlo quanto prima). Ma perché mi sono reso conto, ancora una volta, che nel flusso sempre più frenetico delle nostre vite personali e professionali spesso non riusciamo a prenderci il tempo per le cose che contano: per esempio, essere riconoscenti con tutte quelle persone sulle cui spalle robuste, a volte senza curarcene, ci siamo issati. Quelle persone senza delle quali non saremmo quello che siamo. Senza quelli come Nando, che alla TSI era entrato nel ’70, senza quelli che come lui l’avventura televisiva l’hanno vissuta con passione ed entusiasmo dall’inizio, o quasi, la nostra radio-tv non sarebbe quella che è. Per quello che vale, mi piacerebbe dire a tutti loro che non sono stati dimenticati. Che, almeno ogni tanto, le loro spalle solide da queste parti ce le si ricorda ancora.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/434/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=434&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Architettura, specchio dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 13:10:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due iniziative collegate fra loro per “vivere” la cultura architettonica del nostro Paese. Per conoscere (sullo schermo ma anche dal vivo) alcune delle realizzazioni più interessanti degli ultimi anni. Per capire come, nelle sue espressioni migliori, una disciplina che a qualcuno appare ancora “fredda” e lontana dalle radici e dai linguaggi locali rappresenti in realtà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=425&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/04/costruire.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-426" title="Costruire" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/04/costruire.jpg?w=380&#038;h=213" alt="" width="380" height="213" /></a></p>
<p>Due iniziative collegate fra loro per “vivere” la cultura architettonica del nostro Paese. Per conoscere (sullo schermo ma anche dal vivo) alcune delle realizzazioni più interessanti degli ultimi anni. Per capire come, nelle sue espressioni migliori, una disciplina che a qualcuno appare ancora “fredda” e lontana dalle radici e dai linguaggi locali rappresenti in realtà un’evoluzione rigorosa e coerente di quegli stessi linguaggi. Dal 30 aprile, in una dozzina di cantoni svizzeri (Ticino compreso), la settimana dell’architettura contemporanea permetterà al pubblico di visitare case private ed edifici pubblici fra i più apprezzati e innovativi. L’iniziativa è della SIA, la società svizzera degli ingegneri e degli architetti, che per l’occasione ha realizzato un catalogo e un’<em>app</em> per <em>smartphone</em> (entrambi gratuiti) con tutte le “istruzioni per l’uso” (info: <a href="http://www.15n.ch/">www.15n.ch</a>). Ideale introduzione alla “settimana”, dal 25 aprile al 1° maggio (alle 23.40, e dal 27 al 29 aprile anche alle 19.30), va in onda su LA 1 “Costruire la Svizzera”, una serie di ritratti filmati dedicati a tredici fra le più appassionanti avventure architettoniche dei nostri tempi nel territorio della Confederazione. Dalla complessa semplicità del Learning Center del Politecnico di Losanna alla linearità monastica della passerella in legno sul lago a Rapperswil, tredici progetti ed edifici che rappresentano esperienze uniche. “Le case, i ponti, i villaggi e le città – scrivono i curatori nella prefazione all’elegante cofanetto che racchiude l’intera opera (<a href="http://nicotanzi.wordpress.com/wp-admin/www.RSI.ch/shop">RSI.ch/shop</a>) – costituiscono parte integrante dell’anima della nostra società, ne sono l’espressione e lo specchio. In essi si mostra il nostro passato, in essi è racchiuso il presente e il futuro”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/425/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=425&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tango della botte vuota</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 11:49:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Soldini]]></category>
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		<category><![CDATA[Ugo Maggi Bernasconi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/03/soldinitango.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-421" title="soldinitango" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/03/soldinitango.jpg?w=380" alt=""   /></a>A volte le fasce più periferiche dei palinsesti tv riservano “chicche” che non ti aspetteresti. Come nelle grandi reti italiane, a volte francamente inguardabili nel <em>prime time</em> per poi, dalle undici-mezzanotte in avanti, stupire spesso per qualità e originalità. Nei palinsesti RSI uno degli orari da tener d’occhio è il pomeriggio della 2, che da tempo rispolvera pièce teatrali, vecchie serie e film prodotti “in casa” negli anni in cui girare fiction non era un lusso. Sono andati in onda a quell’ora i gialli di Vittorio Barino (<em>Il terzo invitato</em>, <em>L’elemento D</em>); le commedie dialettali; le rievocazioni di storia locale (<em>Luigi Lavizzari</em>,<em> Il processo di Stabio</em>).<br />
Questa settimana (lunedì 14 e martedì 15 marzo, alle 13.10) è la volta di uno dei più stravaganti, nel senso etimologico del termine, fra i lavori di Bruno Soldini: <em>Tango della botte vuota</em> (2001). Soldini è stato uno degli autori più prolifici e apprezzati della storia della TSI di un tempo. Con i suoi “racconti spontanei” – spesso interpretati da attori non professionisti, con largo spazio al dialetto e all’improvvisazione – ha sperimentato una modalità fresca e originale di creare racconti televisivi, a partire da spunti narrativi sempre “forti”. In questo <em>Tango</em> l’idea di partenza è l’incredibile storia di Ugo Maggi Bernasconi, emigrato negli anni ‘20 del secolo scorso da Castel San Pietro in Argentina, che laggiù, spinto da chissà quale folle impulso, avrebbe concepito l’impresa destinata, nelle sue intenzioni, a riscattare una vita avara di senso e di gratificazioni: spingere una botte per i 3&#8217;200 chilometri che separano Puerto San Julian, nel fondo della Patagonia, a Buenos Aires. Una storia che Soldini racconterà anche in un libro picaresco e intenso, “Tango per emigranti e vagabondi”, uscito nel 2009.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/420/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/420/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/420/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/420/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/420/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/420/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/420/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/420/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/420/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/420/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/420/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/420/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/420/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/420/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=420&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La bambina e la fotografia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 13:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicotanzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il filo della storia]]></category>
		<category><![CDATA[Kim Phuc]]></category>
		<category><![CDATA[Silvana Bezzola]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel giugno 1972 una fotografia fece rapidamente il giro del mondo cambiando per sempre il modo di vedere la guerra del Vietnam – e la guerra in generale. Raffigurava una bambina che corre nuda lungo una strada, urlando per il dolore provocato dal napalm. Il suo nome era Kim Phuc. Ricoverata per molti mesi in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=415&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/02/kim.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-416" title="Kim" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/02/kim.jpg?w=380&#038;h=281" alt="" width="380" height="281" /></a>Nel giugno 1972 una fotografia fece rapidamente il giro del mondo cambiando per sempre il modo di vedere la guerra del Vietnam – e la guerra in generale. Raffigurava una bambina che corre nuda lungo una strada, urlando per il dolore provocato dal napalm. Il suo nome era Kim Phuc.</p>
<p>Ricoverata per molti mesi in un ospedale militare americano, contro ogni aspettativa Kim riuscì a sopravvivere, nonostante le ustioni che avevano devastato il suo corpo. Tornò al suo villaggio, alla sua famiglia. A lungo lei e la famosa foto vennero utilizzate dal governo nordvietnamita come strumento di propaganda. Era un “simbolo nazionale della guerra”. Ebbe la possibilità di studiare a Cuba, dove negli anni Ottanta conobbe il giovane studente che sarebbe diventato suo marito. Poi nel ’92, di ritorno da un viaggio a Mosca, la scelta che avrebbe – ancora una volta – cambiato la sua vita: la fuga in Canada. L’incontro, negli USA, con il Vietnam Veterans Memorial Fund. E di lì a poco, la nascita della fondazione che porta il suo nome, la Kim Phuc Foundation, che promuove la pace e il perdono.</p>
<p>Ho conosciuto Kim Phuc alcuni anni fa. Era a Comano per una puntata del programma “Era Ora”. Una signora gentile e sorridente. In lei le ferite del passato sembravano essere state lenite dalla sorpresa continua di fronte a ciò che la vita le ha riservato.  “So che può essere difficile crederlo – dice oggi – ma a volte mi piace ripensare alla bambina che correva gridando giù per quella strada. Non è solo un simbolo della guerra: è il simbolo di un grido per la libertà”.</p>
<p>Alla vita di Kim Phuc è dedicato il documentario di Marc Wiese “La bambina e la fotografia”, in onda su LA 1 giovedì 10 febbraio alle 22.30 nell’ambito del settimanale <em>Il filo della storia</em>, curato da Silvana Bezzola.</p>
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		<title>Haiti dopo il terremoto &#8211; un&#8217;anteprima a Lugano</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 17:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicotanzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[radiotelevisione]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Bernasconi]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Fra le molte occasioni di contatto diretto fra la RSI e il suo pubblico, le anteprime di film e documentari sono diventate negli ultimi anni una delle più apprezzate. Permettono di approfondire aspetti solitamente poco noti della produzione televisiva, di conoscere in prima persona gli “addetti ai lavori”, di confrontare in un clima informale opinioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=409&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/01/haiti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-410" title="Haiti" src="http://nicotanzi.files.wordpress.com/2011/01/haiti.jpg?w=380&#038;h=228" alt="" width="380" height="228" /></a>Fra le molte occasioni di contatto diretto fra la RSI e il suo pubblico, le anteprime di film e documentari sono diventate negli ultimi anni una delle più apprezzate. Permettono di approfondire aspetti solitamente poco noti della produzione televisiva, di conoscere in prima persona gli “addetti ai lavori”, di confrontare in un clima informale opinioni e punti di vista. La prossima serata, mercoledì 2 febbraio (ore 20.15) al Cinestar di Lugano, è dedicata ad una delle grandi catastrofi dei nostri giorni: il terremoto che il 12 gennaio scorso ha devastato Haiti, provocando la morte di 250 000 persone e un milione di senza tetto. È il tema di “Sopravvivere al diavolo”, documentario di Fulvio Bernasconi realizzato in collaborazione con l’organizzazione medico-umanitaria Medici senza Frontiere. All’indomani del sisma MsF è intervenuta immediatamente in diversi luoghi di Haiti. Fra l’altro, con la costruzione di un ospedale d’emergenza a Léogâne, la città più vicina all’epicentro, distrutta per il 90%. Un ospedale diventato un’ancora di salvezza per le persone che vi sono curate, ma anche per quelle che ci lavorano. “Sopravvivere al diavolo” (che andrà in onda su LA 1 nell’ambito di “Storie” domenica 6 febbraio alle 20.45)<em> </em>è il ritratto di alcuni haitiani che cercano di andare avanti e di ricostruirsi una vita dopo la catastrofe.</p>
<p>La proiezione del documentario sarà seguita da un incontro con chi ha vissuto in prima persona le conseguenze del terremoto sulla popolazione: come Paolo Gaffurini, chirurgo ortopedico, e Maurizio Campailla, coordinatore d’emergenza per MsF.</p>
<p>Per partecipare all’anteprima, meglio annunciarsi: all’indirizzo <a href="mailto:office-lugano@geneva.msf.org">office-lugano@geneva.msf.org</a>, o telefonando allo 091 8035417.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicotanzi.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicotanzi.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicotanzi.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicotanzi.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicotanzi.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicotanzi.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicotanzi.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicotanzi.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicotanzi.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicotanzi.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicotanzi.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicotanzi.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicotanzi.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicotanzi.wordpress.com/409/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicotanzi.wordpress.com&amp;blog=8975743&amp;post=409&amp;subd=nicotanzi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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