“E se in ospedale trovo uno come il dottor House?”

4 settembre 2009

drHouseNei primi anni ’70 in tv arrivavano lettere – un po’ sgrammaticate, scritte da mani poco abituate ad usare la penna – che contenevano strazianti SOS: “dottore, ci aiuti lei per favore, non sappiamo più a chi rivolgerci!”. Erano indirizzate al dottor Gannon. Qualcuno se lo ricorda ancora? Era il protagonista di una serie allora molto popolare, Medical Center. Quelle lettere, nella loro ingenuità, erano il simbolo di un legame forte; esprimevano una certa idea della televisione: autorità indiscutibile, cui qualcuno, appunto, attribuiva addirittura poteri taumaturgici.
Nel frattempo le cose sono cambiate. “Qualche mese fa – racconta un telespettatore – una mia zia doveva andare in ospedale per un esame. Nel tragitto in auto era particolarmente ansiosa. Le ho chiesto cosa avesse, e lei mi ha risposto: e se ne trovo uno come il dottor House?”.
Personalmente trovo entrambi gli aneddoti semplicemente straordinari. Difficilmente si potrebbe raccontare più efficacemente la metamorfosi avvenuta: dalla tv che rassicura alla televisione inquietante, che solleva dubbi, che fa pensare. Dall’eroe senza macchia e senza paura all’anti-eroe che contiene in sé imperfezioni, debolezze, difetti. Gli stessi di ognuno di noi.  
Il secondo dei due aneddoti è tratto da una lunga lettera “contro” le serie tv, arrivata proprio quando avevo appena finito, su Ticinosette della scorsa settimana, di scrivere delle serie in prima visione sui canali RSI. “Siamo stufi – scrive il signor Furio – di casalinghe non solo disperate ma anche oche, di medici che si preoccupano più dei loro pruriti ormonali che dei pazienti che devono curare, di famiglie super ricche che giocano in modo scaltro, di poliziotti disgustosi gonfi di falso perbenismo… storie trite, ritrite e ancora ritrite”. Pubblico integralmente la lettera nei commenti a questo post; ci torneremo su.

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5 Risposte to ““E se in ospedale trovo uno come il dottor House?””

  1. nicotanzi Says:

    Spettabile Direzione,

    da tempo mi sono disaffezionato a quella che ritenevo una televisione di qualità che proponeva programmi di intrattenimento e che invogliava lo spettatore a riflettere e a ragionare. Come me i membri della mia famiglia, molti amici e conoscenti.

    Siamo stufi di casalinghe non solo disperate ma anche oche, di medici che si preoccupano più dei loro pruriti ormonali che dei pazienti che devono curare, di famiglie super ricche che giocano in modo scaltro, di poliziotti disgustosi gonfi di falso perbenismo…. storie trite, ritrite e ancora ritrite. Come diceva un mio Prof, “si macina sempre la stessa farina”.

    Il tutto rigorosamente made in USA: sciocche serie televisive, commediole abitate da “principesse che vanno al college”, auto lussuose e party di matrimonio, film americani dove il patriottismo e il sessismo la fanno da padrone. Ma a quali realtà si riferiscono queste vicende? Sicuramente molto distanti dalle nostre. Commediole che fino a qualche anno fa si chiamavano “telenovelas” oggi hanno cambiato volti e ambientazioni, ma sempre di telenovelas si tratta.

    Ce ne proponete tre, quattro a serata e a raffica, lasciando i pochi Film (quelli con la “F” maiuscola) ed i programmi culturali (per esempio Paganini) ad orari improponibili, impossibili da seguire per noi poveri tapini che al mattino ci dobbiamo alzare alle 6.30 per andare a lavorare. Il dramma è che di queste serie di basso livello cinematografico, culturale ed etico ne sono pieni anche altri canali televisivi che non hanno le vostre risorse…. e sul vostro sito scopro che ce ne sono altre in arrivo!

    Io credo che un Ente come il vostro (nostro, visto che viene finanziato dalla Confederazione ed io pago le tasse) debba interrogarsi sui messaggi che gli scarsi contenuti di queste serie televisive trasmettono, per la maggior parte incentrati sul “falso sè” e su stili di vita improponibili al cittadino medio.
    Penso ad una mia zia (solo per fare un esempio) che qualche mese fa doveva recarsi a fare una mammografia e nel tragitto in macchina, percependo e discutendo della sua ansia mi risponde con voce tremante: “…E se ne trovo uno come il dottor House?”.
    Veramente non se ne può più, lasciate questi prodotti “spazzatura” alle reti di Berlusconi, e ricominciate a fare cultura televisiva, presentando città, concerti, opere, Film (ci sono delle ottime produzioni francesi, canadesi, germaniche, italiane… e anche svizzere), informazione e approfondimenti su temi specifici; o, se volete intasare la 1 con questi programmi, fate in modo che almeno la 2 diventi un canale Culturale e non solo sportivo.

    Cordiali saluti
    (lettera firmata)

    • Melania Says:

      Trovo le critiche alla RSI davvero infondate. A me personalmente le serie TV del canale svizzero piacciono ed oltretutto arrivano sempre in anticipo rispetto alle reti italiane (e non da ultimo senza pubblicità!). Certo è questione di gusti, non ha tutti può piacere tutto; e se è vero che ci potrebbero essere altri programmi più culturali è anche vero che la TV non deve essere per forza solo questo ma anche intrattenimento… Ad ogni modo questi mi sembrano i capricci di qualcuno troppo viziato, se confrontasse quello che offre la LA 1 e LA 2 (2 piccoli canali) con quello che offrono tutte le reti italiane (3 reti rai + mediaset)…

      • furio Says:

        Buongiorno Marco, Buongiorno Melania, trovo più che giustificati i vostri interventi. Giustamente, come dice Marco, ognuno è libero di guardare ciò che vuole ed il satellite è pieno di programmi culturali…. Però dobbiamo anche pensare a chi questa scelta non la può esercitare (bambini, adolescenti, visti gli orari di trasmissione) che “subiscono” dei programmi dove l’immagine di sè è confrontata con delle storie poco coerenti alla loro quotidianità. Non sono contro a priori alle serie TV, anzi confesso che alcune mi sono anche piaciute; sono contrario al trasmettere continuamente film e telefilm americani. Ciò non significa che sono contro o a favore degli USA, ma sono contro a programmi che trasmettono dei contenuti di scarso valore educativo e con realtà “che si vedono solo nei film”. Certo non possiamo cambiare il mondo togliendo dalla circolazione questi film o serie TV, e pensare di risolvere i problemi della società. Qualche settimana fa, all’interno di uno di questi film, ho visto un interrogatorio a bambina fatto in una stazione di polizia di Los Angeles. Guardavo la mia nipotina e mi chiedevo: “se un giorno questa dovesse avere qualcosa da denunciare in polizia, con quale spirito ci sarebbe andata dopo aver visto una scena del genere? Avrebbe fiducia di chi la sta interrogando? Sono veramente queste le modalità?”. Nel nostro paese (e credo in tutta Europa) una situazione come quella vista non si sarebbe mai verificata (oppure forse sì , ma 50 anni fa); ci sarebbe stata la presenza di un operatore sociale, non si sarebbe svolta in un ufficio di polizia ma in un luogo più protetto e consono all’ascolto e all’accoglienza di un bambino. Oppure il poliziotto che suona alla porta e quando la tipa apre gli dice “abbiamo trovato sua figlia assassinata, sa con chi usciva ultimamente?”. Beh con tutte le critiche che si possono fare alla nostra Polizia, nella realtà non è assolutamente così. Per queste comunicazioni ci sono dei professionisti che danno sostegno prima di tutto a chi la comunicazione è diretta. Il mio intervento alla RSI voleva solo far riflettere coloro che scelgono questi programmi su quale tipo di messaggi vogliamo dare ai telespettatori, e chiedere loro di interrogarsi su quale società vogliamo vivere fra 10-15-20 anni. E’ questo il modello che ci aspetta? Io non lo so, e non me la sento neanche di giudicare, ma credo che argomenti e Film su tematiche che ci riguardano più da vicino possano in qualche modo aiutare i nostri giovani a fare delle scelte più sensate, e i genitori a comprendere meglio i comportamenti dei propri figli. Via auguro un buon fine settimana. Furio

  2. marco Says:

    Trovo che ognuno sia libero di fare quello che meglio crede, come guardare ed affezionarsi o meno ad un telefilm. Sempre liberi di spegnere la tv o cambiare canale qualora lo spettacolo non ci dovesse piacere.
    Ci sono serial ottimi, altri meno riusciti, alcuni veramente brutti ma è comunque una percezione soggettiva. Personalmente trovo le serie della TSI (ops….RSI) molto belle e coinvolgenti. Sono fatte per passare del tempo in relax sul divano e distogliere i pensieri dallo stress quotidiano. E non mi andrebbe di andare a cercare queste ore di svago sulle reti italiane. E per le reti culturali, bè, il satellite ne contiene a iosa!

  3. Sara Says:

    Ieri ho aperto Ticino 7 e, come penso anche Melania, Furio e Marco, mi sono incuriosita riguardo alla lettera arrivata in direzione.
    Io ho trent’anni e potrei essere la prima a dire che obiettivamente la maggior parte delle serie TV sono idiote o poco realistiche. Ma in fondo non è per questo che la gente le guarda? Per sognare, per evadere, per scappare da una realtà che è la nostra vita quotidiana che, soprattutto in Svizzera, sembra essere sempre fretenica e piena di stress.
    Penso inoltre che queste “telenovelas”, come le ha definite qualcuno, possano essere “pericolose” solo se chi le guarda è ignorante (e non sto usando questo termine in senso dispregiativo ma semplicemente con il suo vero significato).
    Io guardo la maggior parte di queste serie… perché mi piacciono, perché ci sono abituata, perché forse sono una specie di “droga” ma una volta spenta la televisione torno alla mia vita, semplicemente. Posso essere d’accordo sul fatto che ci sono film con la F maiuscola che vengono passati molto raramente sulle nostre reti (che invece vengo passati sulla Rai o Mediaset) ma non sempre si ha voglia di confrontarsi e di guardare delle pellicole che inducono a pensare e riflettere sullo schifo che ci circonda, perché è questo che provocano i “filmoni”. Le serie sono leggere, senza impegno, evitano di ricordarci in che mondo viviamo ed è anche per questo che piacciono.
    Poi ci sono i personaggi. Alcuni ci somigliano, altri sono come vorremmo essere e via dicendo. Ci si identifica in loro e se li si guarda con occhio un po’ più vigile si possono capire molte cose.
    Mi chiedo inoltre quanto sia vero che ciò che vediamo in TV non si trovi più spesso di quanto pensiamo nella nostra realtà. Non credo che i medici siano tutti così concentrati sul loro giuramento di Ippocrate anziché sulle loro gabole personali, come non credo che non troverò mai un dottore simile ad House. Certo sono portati agli eccessi ma il punto è che ogni cosa inventata prende spunto, almeno in parte, da una cosa vera.
    Ovvio che la realtà statunitenste non è la stessa della nostra piccola Svizzera ma per favore non fatemi vedere una serie girata qui, o nella vicina Italia. Pessimi attori, pessime trame, pessimo tutto!
    Programmi culturali a mio avviso ce ne sono nel giusto dosaggio. Se il problema è la fascia oraria in cui vengono trasmessi allora posso essere d’accordo sul fatto di “spostarli” ad orari migliori.
    Infine, come ultima cosa ma non in ordine di importanza… sono i genitori che dovrebbero gestire i propri figli, permettergli di vedere la televisione o meno, permettergli di vedere un certo tipo di trasmissione o meno. Non diamo sempre colpa alla tecnologia per quel che fanno ed imparano. Sono molto più a rischio su una semplice pagina di Google che non sulla RSI. I genitori “moderni” dovrebbero prendersi un po’ più di tempo per i propri figli e soprattutto un po’ più di responsabilità per le proprie azioni/non azioni.

    Sara


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