Tre libri e un pomeriggio zurighese

9 dicembre 2009

A causa una serie di coincidenze, quella appena conclusa è stata una stagione intensa dal punto di vista editoriale. Negli scorsi mesi hanno visto la luce tre volumi legati in un modo o nell’altro alla radiotelevisione. Due di essi sono ricerche di taglio storico: si tratta di “Voce e specchio. Storia della radiotelevisione svizzera di lingua italiana” (Dadò), frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori e studiosi coordinati dal responsabile delle Teche RSI Theo Mäusli; e di “Un’ora per voi. Storia di una televisione senza frontiere” di Matilde Gaggini (Casagrande), dedicata alla straordinaria avventura umana del programma che dal 1964 al 1989 la TSI dedicò alle centinaia di migliaia di immigrati italiani in Svizzera. Abbiamo rievocato “Un’ora per voi” sabato scorso a Zurigo: alla Casa d’Italia c’era la folla delle grandi occasioni, felice di abbracciare, decenni dopo, Mascia Cantoni, Sergio Genni, Marco Blaser. Non è passata inosservata l’assenza di Dario Robbiani, impossibilitato purtroppo a partecipare, e salutato da tanti con affetto speciale. Il terzo volume (che ho curato personalmente, insieme a Marco Blaser e Claudio Lazzarino, autori di una nutrita selezione di materiali video) si intitola “Il tempo del tuo mondo. Cinquant’anni con la televisione svizzera”. Esce ora in libreria (dopo una prima tiratura fuori commercio) per i tipi dell’editore Sprintsuisse, ed è a sua volta una rievocazione. O meglio, un tuffo nella memoria; la memoria di una tv nata mezzo secolo fa, ricostruita in un percorso segnato più dall’affetto e dalla nostalgia che dal rigore storico, e arricchita da centinaia di fotografie d’epoca: dagli studi di Paradiso a Leo Manfrini e Carlo Pellegrini in Vietnam, da Enzo Tortora a Mariuccia Medici, da Gatto Arturo a Bigio Biaggi…

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Una Risposta to “Tre libri e un pomeriggio zurighese”

  1. Dario Says:

    Con colpevole ritardo vorrei esprimere un ricordo, visto che lo citi, relativo a Dario Robbiani. Come ebbi modo di dirgli quando lo conobbi a Comano, il suo lavoro ha aperto, per me che negli anni 70 ero un adolescente italiano assetato di sapere, una finestra sul mondo. Gliene sono grato e lo porto nel cuore.

    Dario


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