Prospettiva Facebook

16 settembre 2011

In questi giorni la RSI si affaccia nei social network con una pagina su Facebook e altre iniziative collaterali. Non è una gran novità: su Fb ormai ci vanno tutti, anche la vecchia zia. Perché così tardi, allora? Per la solita flemma del servizio pubblico, sempre un po’ lento a reagire? Il servizio pubblico c’entra, ma i motivi sono altri. L’euforia collettiva che circonda i social network tende a nasconderne gli aspetti meno esaltanti e più problematici. Due, fra mille altre, le principali obiezioni di fondo. La prima è legata al rischio, che domina gran parte del web 2.0, di “negare la natura biologica della persona” per privilegiare una concezione dell’uomo visto come “una sorta di macchina astratta fatta di immortale informazione, e non più come una creatura incasinata, corporea e mortale”. È il punto di vista (tratto dal libro “Tu non sei un gadget”, Mondadori), di Jaron Lanier, pioniere della realtà virtuale già negli anni ’80 e oggi fortemente critico verso la cultura dominante in rete. La seconda obiezione ha a che vedere con la metamorfosi del “vecchio” web, centro nevralgico della libertà digitale, in un territorio chiuso in cui le regole non sono più condivise bensì stabilite da colossi come Facebook, che impedisce l’uso dei dati al di fuori della sua piattaforma, e Apple, che guida il passaggio da un web ad accesso libero verso il dominio delle applicazioni chiuse – le cosiddette “app”. Come individui possiamo entrare in Facebook tutto sommato a cuor leggero. Magari tenendo presente che la comodità di restare in contatto con gli amici qualcosa ci costa, in termini di privacy e libertà personale. Ma una radiotelevisione di servizio pubblico ha il dovere di pensarci su due volte: anche per utilizzare nel modo migliore i vantaggi e le possibilità – innegabili e di enorme potenziale – che i social network offrono.

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2 Risposte to “Prospettiva Facebook”

  1. Lorenzo Patocchi Says:

    Caro Nico, secondo me questo non era un passo obligatorio da fare, anzi quasi controproducente. Una pagina FB diluisce ulteriormente gli utenti che accedono ai servizi RSI, lasciandoli a navigare su un media, si nuovo e trendy, ma pur sempre privato e che vende la propria di pubblicitá. Secondo me FB é un vettore importante in questa micro-epoca, ma va usato per lasciar parlare o condividere la gente dei contenuti RSI invece che parlarci attraverso.

    • nicotanzi Says:

      Caro Lorenzo, il tuo naturalmente è un punto di vista più che legittimo, ma credo abbia il difetto di dimenticare un dato di fatto: il pubblico, tutti i giorni, è su Facebook che va, molto più che sul nostro sito. “Go where the audience is”, è ormai la regola per tutti: comprese le emittenti di servizio pubblico. E noi non possiamo girare la testa dall’altra parte facendo finta di niente. E comunque, sono sicuro che anche il sito RSI beneficierà, seppur indirettamente, della nostra presenza sui social network : i link pubblicati su FB portano tutti su RSI.ch…


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