Posts Tagged ‘Cult TV’

Everything is a Remix

2 dicembre 2011

Lo scenario dei media elettronici, da anni in ebollizione, sta per essere sconvolto da un terremoto. Il sismografo più attendibile è You Tube, il noto sito di “video-sharing” (ovvero: condivisione di contenuti video). Qualche settimana fa, You Tube ha annunciato la nascita di un vero e proprio colosso televisivo: si parla di un centinaio di canali, ricevibili attraverso internet e dedicati alle nicchie di mercato più promettenti – dalla pop music alla salute, dalla fiction al wellness, dallo sport alla casa. Le grandi tv (negli USA in primis, ma non solo) si trovano davanti un grattacapo serio; e anche per le piccole la minaccia si fa sentire. Una minaccia che si chiama “frammentazione del pubblico”, e che in realtà già da qualche anno (con il consumo che si divide su un’infinità di reti e di vettori diversi, telefonini compresi) si è fatta drammaticamente concreta. Ma è lo scenario complessivo, dicevamo, ad essere continuamente rivoluzionato. Un esempio lo racconta Patrick Soergel in un servizio in onda domenica 4 dicembre a Cult TV (LA 1, alle 22.00), che parte dal numero sempre crescente di videomaker indipendenti che scelgono di pubblicare le loro opere esclusivamente in internet. In siti come Youtube e Vimeo ogni giorno appaiono migliaia di filmati, e alcuni di essi ottengono un successo tale da diventare piccoli fenomeni di culto della rete. È il caso della mini-serie “Everything is a Remix”, del regista newyorchese Kirby Ferguson, che finora ha avuto oltre un milione e mezzo di spettatori. Tutto ciò che viene creato dall’uomo è un remix di quanto è stato realizzato in precedenza – sostiene Ferguson: che scava nei fenomeni culturali di massa, dalle canzoni dei Led Zeppelin a Guerre Stellari, per riportarne alla luce le radici.

Cult(ura) TV

5 ottobre 2010

“Spesso i peggiori programmi televisivi – ha scritto Aldo Grasso – sono quelli che parlano esplicitamente di cultura perché altezzosi, sentenziosi, seriosi, ammiccanti, incapaci di sfruttare le caratteristiche specifiche del mezzo, laddove la cultura (in senso lato) passa altrove”. In questo senso sarà interessante seguire l’esperimento di “Cult TV”, il magazine culturale che parte domenica 3 ottobre (su LA 1, alle 22.00). Una voce narrante fuori campo come fil rouge e tre parole chiave: attualità, tendenze e territorio, per un percorso – cito i curatori Stefano Knuchel e Consuelo Marcoli – fatto di “piccoli, grandi incontri con chi la cultura la vive, la fa e la immagina”. Scelte agli antipodi rispetto alla “seriosità” su cui punta il dito il critico televisivo del Corriere della sera. Così come agli antipodi, in modo diverso, sono le scelte di “Storie”, che riparte la stessa sera (20.45) con una formula rinnovata ma conservando il sottotitolo (“il potere del racconto, il racconto al potere”) che ne racchiude la linea editoriale. La forma di quel racconto, accompagnato dall’approfondimento in studio di Maurizio Canetta con il suo ospite, è naturalmente il documentario: genere di lunga tradizione per la tv svizzera, che fin dai primi anni di vita ha creato una sua scuola di registi e redattori capaci di affermare le proprie opere ben oltre i confini. Lo si sottolinea spesso, ma non a caso. “Il documentario in prima serata – sottolinea Luca Jaeggli, produttore della documentaristica RSI – è una scelta controcorrente, in un periodo in cui le televisioni di tutta Europa tendono a rinunciare a questo genere, che viene ormai relegato in seconda o terza serata per privilegiare programmi di più facile fruizione”.